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Cosa può fare lo sport?

I bambini con autismo hanno il bisogno di creare amicizie e relazioni, ed è per questo che un maggior numero di interazioni con coetanei a sviluppo neurotipico porta ad una maggiore iniziazione sociale.

I progressi sociali ottenuti grazie all’attività inclusiva vengono mantenuti nel tempo. Inoltre, attraverso l’inclusione viene promosso un nuovo tipo di comunicazione nel quale il bambino con autismo deve inserirsi.

Bisogna tuttavia considerare che in un ambiente inclusivo occorre un sostegno adeguato per il bambino, altrimenti l’esperienza rischia di fallire e di creare ulteriore frustrazione e stress. Risulta fondamentale un accompagnamento idoneo da parte di un allenatore o supervisore. Una maggiore socialità può aumentare l’autostima, la confidenza nelle proprie capacità e la sicurezza in un determinato contesto.
Attività svolte in ambienti naturali, ad esempio scolastici, comunitari ma anche sportivi, hanno dimostrato effetti positivi in numerosi programmi e studi: l’inclusione favorisce le relazioni interpersonali, l’aiuto e la stima reciproca, la disciplina, l’amicizia, la tenacia, il senso di appartenenza ad una squadra o a un gruppo, la capacità di condividere.
Sono stati osservati miglioramenti in diversi ambiti di sviluppo, tra i quali la capacità di chiedere aiuto nei momenti di maggiore stress o disagio abbandonando comportamenti inappropriati legati ad un deficit comunicativo, la tolleranza agli imprevisti e ai cambiamenti di programma, la capacità di scegliere e di sostenere una breve conversazione didattica con i compagni.

Bisogna includere! Non solo integrare

I concetti di integrazione e inclusione vengono spesso confusi benché definiscano situazioni diverse.

L’inclusione, per essere positiva a tutti gli effetti, si riferisce alle interazioni sociali prodotte dal voler includere giovani con disabilità come partecipanti in attività e/o diventando membri di un determinato gruppo, sostenuti e accettati dagli altri.

“L’inclusione si differenzia dall’ “integrazione” in quanto quest’ultimo termine si riferisce unicamente alla partecipazione delle persone disabili, qualora si possa dimostrare che queste possano trarne beneficio, e che l’ambiente non sia influenzato negativamente per via della loro presenza”.

L’inclusione nell’ambiente sociale dovrebbe considerarsi un diritto, non un privilegio, nel rispetto del miglior interesse e delle necessità individuali della persona.

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